Progetti


Completamento e finitura dell’edificio che ospita il “Centro Pinocchio” a Panciu - Romania

Panchiu è una cittadina rurale nella contea della Vrancea, dista 180 km da Bucarest e conta circa 8.000 abitanti.

Qui sorge il “Centro Educativo Diurno Pinocchio”; l’unico spazio educativo e ricreativo sul territorio locale, che svolge una funzione di intermediario fra comunità ed istituzioni, nonché di promotore di occasioni di aggregazione per i minori dell'intera comunità. Il Centro è una struttura diurna che accoglie fino a 48 bambini/ragazzi dai 3 ai 16 anni a rischio di abbandono scolastico e devianza, la maggior parte dei quali appartiene alla minoranza rom. E’ nato proprio con l'obiettivo di operare nel contesto sociale attraverso la realizzazione di attività educative formali e non formali (alfabetizzazione di base, doposcuola, laboratori creativi, educazione all'igiene, musica, teatro, sport, giocoleria, etc.).

Il Centro è sostenuto dalla ONG IBO ITALIA con sede a Ferrara e, proprio con IBO, nel 1998, Vittorio si recò a Panchiu per un campo di lavoro internazionale.

Il progetto che stiamo finanziando riguarda i lavori di finitura e completamento del primo piano dell’edificio per creare spazi adatti all’accoglienza dei minori e all’organizzazione di attività educative, incontri, laboratori e corsi di formazione, nonché la realizzazione di una scala di emergenza esterna.

Bonifica e creazione di un mini parco polifunzionale e di un ambulatorio – Al Qatatwa – Striscia di Gaza

Il progetto è proposto dall’Associazione OLTRE IL MARE Onlus con sede a Roma ed ha come ubicazione il villaggio denominato Al Qatatwa nel distretto di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza.  La zona  cui questo progetto si riferisce è una di quelle in assoluto più povere e degradate dell’intera Striscia. In questo agglomerato vivono molte famiglie di origine beduina con un numero altissimo di bambini che abitano in baracche pressoché prive di ogni servizio. Il luogo in cui questa comunità si è installata è una piccola superficie infossata e piena di immondizie, di fronte alla quale comincia ora la ricostruzione dopo la devastazione degli ultimi bombardamenti israeliani che, nell’estate 2014, hanno colpito duramente tutta la Striscia, in particolare la zona di Khan Younis.  

Il progetto che ci è stato proposto mira a  portare un miglioramento considerevole nelle condizioni di vita in genere e di salute in particolare della comunità a partire dai bambini, visto che molti di loro presentano disturbi di diversa natura.

Esso si articola in due moduli. Il primo e più immediato è quello sostenuto finanziariamente dalla Fondazione. 

Consiste nel delimitare e bonificare un piccolo terreno degradato dalle immondizie per farne un mini parco polifunzionale al cui interno troverà posto un ambulatorio ricavato da una parte della struttura in costruzione dell'organizzazione UHCC (Union of Health Care Committees) partner del progetto, che ha come fine statutario e professionale la difesa della salute pubblica. Nell'ambulatorio previsto dal progetto, medici e paramedici alcuni giorni alla settimana offriranno gratis le loro prestazioni, in primis ai bambini e poi agli adulti dell'area beneficiaria. Verranno piantati alberi resistenti alla siccità e ciascuno di essi verrà affidato alle cure di un piccolo gruppo di bambini dell'area per dare loro una prima base di educazione ambientale e di responsabilità di cura nel passaggio dal degrado alla bellezza.

NAZRA Palestine Short Film Festival

NAZRA (in arabo “Sguardo”) è un Festival di cortometraggi che ha come obiettivo la promozione delle competenze artistiche e cinematografiche di giovani autori e autrici, palestinesi ed internazionali, che usano il linguaggio del cortometraggio per trattare temi quali la libertà, la giustizia, i diritti umani, l’autodeterminazione, nel delicato contesto israelo-palestinese. Mira inoltre a diffondere  la conoscenza della situazione sociale e politica in Palestina, rimettendo al centro del dibattito pubblico la violazione dei diritti umani subita dal suo popolo.

E’ promosso dalle organizzazioni Restiamo Umani con Vik (Venezia), École Cinéma (Napoli) e Centro Italiano di Scambi Culturali-VIK (Striscia di Gaza – Palestina).

La rassegna cinematografica, itinerante e multiculturale, si ripropone nel 2018 dopo il successo della prima edizione 2017.

La Fondazione ha concesso il proprio patrocinio al Festival con l’istituzione di un premio denominato “Vittorio Arrigoni Prize”  da assegnare all’opera che, “pur narrando un contesto di occupazione e prevaricazioni, meglio rappresenti lo spirito di resistenza, le azioni positive, solidali e di emancipazione mirate alla promozione dei diritti umani universali in Palestina”.


Sostegno al costo del servizio educativo per “La Terra dei Bambini”– Um Al Naser - Striscia di Gaza

Il progetto è proposto da Vento di Terra Ong, sede a Rozzano (Mi)

Riguarda il Centro “La Terra dei Bambini” del villaggio beduino di Um al Naser nella Striscia di Gaza settentrionale, vicino al valico israeliano di Erez. Il Centro è stato ricostruito dopo la sua demolizione avvenuta il 21 luglio 2014, a seguito degli attacchi aerei e terrestri israeliani durante l’operazione “Margine protettivo”. Il nuovo Centro è sorto su un lotto di terreno messo a disposizione dalla Municipalità locale, situato al centro della comunità. Oltre l’asilo, accoglie un centro donne e una cooperativa femminile per la produzione di giocattoli tradizionali.

Il contributo della Fondazione è volto a sostenere il costo del servizio educativo della Scuola materna del Centro, che garantisce in spazi adeguati i servizi educativi e di supporto psico sociale ai minori e alle famiglie, in particolare per le donne.

Beneficiari diretti sono i  bambini in età pre scolare e le circa 200 donne beduine e le loro famiglie che necessitano di interventi di supporto psico sociale.

 Attualmente usufruiscono del Centro 110 bambini divisi in 5 classi, con 7 insegnanti + la coordinatrice. Gli alunni sono seguiti insieme alle madri con il supporto dei servizi locali e delle altre Ong presenti anche dal punto di vista del monitoraggio sanitario.

Costruzione di un locale adibito a cucina e mensa per la scuola di Laku - Etiopia

Questo progetto ci conduce in uno dei Paesi più poveri del mondo, l’Etiopia, con un tasso di mortalità infantile spaventosamente alto.

Ci è proposto da MAM Beyond Borders Onlus, con sede a Parma; una Onlus che opera da anni in Etiopia e che è nata con lo scopo di attuare progetti socio sanitari sul territorio nazionale, in Paesi a risorse limitate e Paesi in cui sono in atto dei conflitti. In loco, per questo progetto,  il referente è la Congregazione delle figlie della Croce e della Misericordia.

Siamo a Laku, un villaggio di circa ottomila persone nella regione del Sidamo, Etiopia sud occidentale. Una realtà rurale molto povera, la cui principale fonte di sostentamento è costituita dall’agricoltura di sussistenza, dalla produzione del caffè e dalla coltivazione del falso banano da cui viene ricavata un’importante risorsa alimentare per la popolazione.

Il progetto che la Fondazione co finanzia riguarda la costruzione di un locale adibito a cucina e mensa della scuola di Laku che accoglie bambini dai quattro ai sei anni, (attualmente 150) allo scopo di garantire l’accesso al pasto quotidiano di tutti gli scolari, la riduzione dello stato di malnutrizione infantile e la riduzione dei casi di infezione intestinale dei bambini iscritti alla scuola.


Ristrutturazione e miglior allestimento del Centro malnutrizione ad Allada Toffo in Benin

L’Associazione “Buonanascita Onlus” di Carpi (Modena), che si propone di favorire e promuovere il benessere della donna e del bambino durante la gravidanza e al momento del parto e di sostenere le maternità difficili per ragioni sociali o sanitarie, ci ha proposto di finanziare un progetto in Benin, uno tra i paesi più poveri dell’Africa, dove ha già in essere una collaborazione con la ONG locale SSPH/OCPSP.

Il centro CREN, situato  nella località di Allada Toffo, nel Dipartimento dell’Atlantico, si occupa già di sostenere i bambini tra 0 e 5 anni che soffrono di malnutrizione, inoltre, adiacente al centro è presente un luogo di accoglienza di bambini e bambine orfani o abbandonati dalle proprie famiglie in quanto non in grado di sostenerli. Nei dodici villaggi del Comune vengono effettuate visite settimanali durante le quali viene eseguito uno screening ai bambini e chi presenta segni di malnutrizione è portato con la mamma presso il centro e curato con la fornitura di latte terapeutico e medicinali.

Il progetto, che la Fondazione ha deciso di sostenere economicamente, mira alla ristrutturazione e miglior allestimento del Centro malnutrizione attraverso l’acquisto di letti pediatrici, lettino per visitare i bambini, kit sanitari chirurgici, farmaci e test Malaria e HIV, sondini naso gastrici, stetoscopi e altri materiali per renderlo più funzionale e adeguato.

Borse di studio a studentesse universitarie afghane

C.I.S.D.A. Onlus, Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane, ha sede a Milano e lavora per i diritti delle donne a fianco di diverse Associazioni afghane attraverso un lavoro capillare per alfabetizzare donne e bambini e far nascere una coscienza civica e di pace proprio dalle donne.

Una di queste Associazioni, AFCECO (Afghan Child Education and Care Organization), si occupa in particolare di favorire l’accesso di giovani donne agli studi universitari mediante borse di studio, sia come crescita personale, sia come contributo futuro al benessere del proprio paese.

La Fondazione ha accolto con interesse la proposta di sostenere due di queste studentesse nel loro percorso universitario, già iniziato, finanziando due borse di studio per i rimanenti anni di corso; una per M. che è iscritta ad Ostetricia presso il Raazi Institute of Higher Education e una per H. iscritta alla facoltà di giornalismo presso l’Ibn-e Sina University.

Per questo progetto i primi fondi sono già stati erogati attraverso C.I.S.D.A e l’impegno della Fondazione proseguirà nei prossimi anni sino alla conclusione dei rispettivi anni di studio.

“Il bambino che non voleva essere un lupo”

Da un'idea di Sabina Antonelli, insegnante di scuola dell'infanzia a Spoleto, già autrice di libri per bambini, è nata la proposta di questo libro, da lei scritto e illustrato, per raccontare i sogni di Vittorio ai più piccoli. Parafrasando proprio ciò che Vittorio scrisse a 7 anni, "non ho zanne perché non sono un lupo", è sbocciata una storia che racconta un mondo diverso dove un uomo non è mai lupo per un altro uomo, ma semplicemente fratello.

Scrive l’autrice: "Questo racconto è dedicato a Vittorio Arrigoni, detto Vik . E’ lui il bambino che non voleva essere un lupo. Diventato grande Vittorio ha dedicato tutta la sua vita ai più deboli, ai dimenticati del mondo, ai bambini privati dei loro diritti, agli uomini e alle donne vittime delle violenze e dei soprusi. Oggi non c’è più, portato via in una giornata d' Aprile da un inverno che spesso, troppo spesso, alberga nel cuore degli uomini e non ha niente a che fare con la stagione che ci regala freddo e neve.

Le sue parole, i suoi pensieri, le sue scelte sono e saranno sempre una meravigliosa testimonianza d’amore per la vita."

Edito da “Segni e Parole” di Novara, il libro è distribuito direttamente dalla Fondazione alla quale vanno tutti i proventi delle vendite.


Adotta un maestro della scuola Sole nascente di Reyhanli (Turchia)

Con l’Associazione Insieme si può far Onlus, si è inizialmente supportato il progetto “Adotta un maestro della scuola Sole nascente in località Reyhanli (Turchia), un comune nell’estremo sud della Turchia, a 5 km dal confine con la Siria, che rappresenta oggi un rifugio per i numerosi profughi che da lì provengono. Tutti gli alunni e le alunne che frequentano la scuola (elementari, medie e superiori) sono profughi siriani. Ai loro docenti era destinato il supporto finanziario della Fondazione e così è stato per i primi due mesi dell’anno scolastico. A dicembre 2015, le Autorità Scolastiche turche hanno preso in carico la Scuola riconoscendo la positività della struttura, del programma e del team di insegnanti, ai quali assegnare uno stipendio decoroso.

La Fondazione, su proposta dell’Associazione “Insieme si può fare Onlus”, ha quindi accettato di convogliare la rimanente donazione ad un’altra scuola che si trova a 20 Km da Reyhanli, in località Mudanboy, per l’acquisto di un pulmino. La piccola scuola, che si chiama “Generazioni di Pace” si trova in una zona rurale, molto depressa. La maggior parte dei bambini che la frequentano, anch’essi tutti profughi siriani, vive in condizioni di estrema povertà. Molte famiglie vivono in tende promiscue nei pressi della scuola. Alcuni dei bambini arrivano a percorrere fino a 5 km per arrivare a scuola a piedi e, nella rigidità del periodo invernale, questo percorso diventa sempre più faticoso. Con il pulmino acquistato, ora questi bambini potranno andare e tornare dalla scuola con più facilità.

Il Violinista

Il Violinista” è il progetto cofinanziato attraverso l’Associazione AssoPace Palestina e l’Associazione Al Kamandjati di Ramallah, Palestina. Consiste nella raccolta fondi per borse di studio per la scuola di musica fondata da Ramzy Aburedwan che da molti anni, proprio attraverso l’Associazione Al Kamandjati, ha avviato un importante lavoro di ricostruzione del tessuto sociale, dell’identità e della vita in Palestina attraverso la musica e la cultura, lavorando sul concetto di autostima, uguaglianza, consapevolezza dei propri diritti e identità culturale. E’ parte della sua missione educare alla musica i tanti bambini e giovani palestinesi che crescono in un contento sociale drammatico ed estremamente violento. Il progetto mira a garantire un anno di studio a 50 bambini e ragazzi dei campi profughi palestinesi di Qalandiah, nelle periferie di Ramallah e di Boury el Barajneh a Beirut Sud. Ogni allievo riceve una lezione settimanale di strumento e un’ora di lezione collettiva di teoria musicale, oltre agli strumenti musicali e a tutto il materiale didattico per lo studio. La Fondazione ha attualmente finanziato dieci borse di studio.


Sostegno alla ricostruzione e al buon funzionamento dell’Institut Pedagogique Nyakariba – Scuola secondaria nel territorio di Masisi

Nella Repubblica Democratica del Congo il “Progetto di sostegno alla ricostruzione e al buon funzionamento dell’Institut Pedagogique Nyakariba” – Scuola secondaria nel territorio di Masisi, provincia del Nord-Kivu (il Nord-Kivu è la zona dove Vittorio lavorò nel 2006 con “Beati i Costruttori di Pace”, accreditati  dall’ONU quali Osservatori Internazionali alle prime elezioni libere presidenziali del Paese). 
Il progetto è presentato dall’Ong Samaritan Action for the Children (SACH), una organizzazione di diritto inglese fondata da alcuni cittadini di origine congolese nel 2014 in Inghilterra, per contribuire al progresso socio-economico di bambini e famiglie con interventi multi-settoriali, come istruzione e apprendistato, diritti umani, sostegno alle famiglie, coesione della comunità e attività sportive e ricreative.
La provincia del Nord Kivu, scelta come destinataria di questo primo progetto, è caratterizzata da una precaria situazione umanitaria, nonostante gli sforzi di recupero della pace.
L'Istituto Superiore Pedagogico di Nyakariba è stato costruito nel 1948, nel periodo coloniale. Nonostante l'insicurezza e il contesto umanitario del Masisi, la scuola di Nyakariba accoglie circa 300 studenti all'anno. Questo progetto è concepito come risposta alla necessità di riabilitare la scuola di Nyakariba, con priorità per la ristrutturazione e ricostruzione dei suoi servizi igienici già vetusti, oramai inadeguati e rischiosa fonte di epidemie. Con la frequenza mista di ragazze e ragazzi, i servizi igienici esistenti non consentono più un minimo di sicurezza, di privacy e di condizioni adeguate per la salute e l'igiene. Vi è infatti il rischio di alcune malattie associate alla scarsa igiene ed il rischio di incidenti per via della vetustà del piano di legno che fa da pavimento sopra la fossa biologica.
Con il finanziamento da parte della Fondazione si provvederà:
- all’installazione di due serbatoi di 5000 litri ciascuno per un totale di 10.000 litri di acqua;
- alla costruzione di due blocchi di 10 servizi igienici per un minimo di 400 persone.

Solidarscuola 2015 – Educazione alla Mondialità e alla Pace

Il progetto “Solidarscuola 2015 – Educazione alla Mondialità e alla Pace” (Gennaio - Maggio 2015) è promosso dall’Associazione di Genova Music for Peace Creativi della Notte Onlus, che da diversi anni se ne fa promotore coinvolgendo migliaia di studenti. Si svolge presso la sede dell’Associazione ed é rivolto alle scuole di ogni ordine e grado della Liguria avendo, come obiettivi fondamentali, di:
-  Divulgare la Dichiarazione dei Diritti Umani e della tematica ambientale. Offrire spunti per un’obiettiva considerazione inerente a guerre e stati di disagio;
-  Incentivare una maggiore sensibilità a problematiche sociali internazionali e nazionali, invitando a una partecipazione maggiore da parte dei giovani al mondo del volontariato inteso come momento di aiuto concreto e di sana aggregazione nella vita pubblica della nostra realtà quotidiana;
- Educare alla civile convivenza partendo dal rispetto delle differenze per approdare al rispetto dell’ambiente. Maturare negli interlocutori una conoscenza delle dinamiche socio-politiche e ambientali;
- Stimolare i ragazzi alla cooperazione attiva e alla costituzione di gruppi eterogenei in cui la comunicazione interculturale sia pratica usuale;
- Educare a un consumo critico con particolare attenzione al riutilizzo e al recupero, nella consapevolezza che il proprio stile di vita quotidiano può condizionare i processi di sviluppo dei paesi in via di sviluppo.

Integrazione sociale e sviluppo delle abilità intellettuali dei minori affetti da Epidermolisi Bollosa (EB) nella Striscia di Gaza

Con DEBRA Italia Onlus - Associazione Nazionale per la Ricerca sull’Epidermolisi Bollosa - ha sostenuto un progetto per l’integrazione sociale e lo sviluppo delle abilità intellettuali dei minori affetti da Epidermolisi Bollosa (EB) nella Striscia di Gaza.
La Fondazione è intervenuta nella fase II del progetto di DEBRA (da Giugno a Novembre 2013) che ha previsto, tra l’altro, la creazione di un’associazione locale di supporto ai pazienti e alle loro famiglie, la fornitura di materiale per le medicazioni della pelle, programma di visite a domicilio dei pazienti, un programma estivo di attività ludico-ricreative per i minori e di incontri di socializzazione tra i pazienti e i loro familiari e un programma di integrazione scolastica.

Costruzione di un impianto fotovoltaico per rendere energeticamente indipendente per 24 ore al giorno il Jenin Charity Hospital a Gaza

Attraverso l’Associazione Sunshine4Palestine si è intrapreso un progetto avente lo scopo di costruire un impianto fotovoltaico che rendesse energeticamente indipendente per 24 ore al giorno il Jenin Charity Hospital a Gaza. Gaza soffre terribilmente dei tagli energetici da parte israeliana e, nonostante l’ospedale sia stato equipaggiato di macchinari estremamente moderni, a causa della carenza di elettricità non poteva funzionare che per poche ore al giorno.
Il progetto dell’impianto fotovoltaico ha previsto l’installazione di tre moduli separati per permettere il funzionamento dell’ospedale 24 ore su 24.
Il primo modulo di 56 pannelli, finanziato dalla Fondazione, installato sul tetto dell’ospedale, ha consentito 8 ore al giorno di elettricità in autonomia.
Con altri finanziamenti, raccolti dall’Associazione Sunshine4Palestine nel corso dell’anno 2014, il progetto è stato completato ed attualmente l’ospedale è totalmente autonomo energeticamente.